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Le mie raGazze

Alcuni anni fa in campagna, dopo un sabato mattina ventosissimo, trovai sotto una betulla in giardino, tre pulcini di gazza. I piccoli erano ancora implumi e dei genitori non c’era traccia. Avevo sentito dire che quando cose simili accadono, i genitori li abbandonano al loro destino essendo per loro impossibile recuperarli.
Naturalmente di lasciarli a terra non se ne parlava nemmeno.
Il primo problema da affrontare era impedire che i numerosissimi gatti che frequentano il giardino facessero colazione con i tre sfortunati uccelli.
Presa una scatola da scarpe e riempitala con paglia, cotone e quant’altro poteva simulare al meglio un nido vero, vi posi i nuovi ospiti. La scatola trovò il suo posto nella casetta degli attrezzi risolvendo così sia il problema del ricovero sia quello della sicurezza.
Ora il problema più pressante era il cibo. Dopo essersi ripresi dal colpo (una caduta da molti metri di altezza) i piccoli cominciavano a reclamare il cibo in modo inequivocabile rischiando di attirare torme di felini non proprio amichevoli.
Feci la considerazione che non era ne facile ne praticabile andare a caccia di vermi o altri insetti, per cui visto che comunque di proteine si tratta mi risolsi a provare ad alimentare le piccole con il cibo in scatoletta per gatti.
Con l’aiuto di una spatolina di plastica cominciai ad imboccarle e mi resi subito conto che la cosa funzionava egregiamente. Per l’acqua (supponevo che bevessero anche loro) un contagocce andò benissimo.
Un altro problema vitale era stato risolto !
A quanto mi risulta i neonati devono mangiare molto spesso per cui mi organizzai per alimentarle fino a mezzanotte e quindi al mattino prestissimo la sveglia mi consentiva di svolgere al meglio il mio nuovo lavoro di gazza-sitter.
La domenica sera mi resi conto che il mattino dopo dovevo andare in ufficio. Che fare con le mie piccole ? L’unica soluzione possibile era portare anche loro (fortunatamente non avevo problemi a farlo). La cosa buffa è che i piccoli di gazza (come penso anche quelli degli altri uccelli) non vedono ancora bene per cui sanno che la madre sta per imbeccarli solo quando sentono il nido muoversi (la mamma che atterra sul ramo) o quando sentono un forte rumore improvviso (la mamma che li chiama).
In ufficio i piccoli nella loro scatola stavano sulla mia scrivania ed ogni qualvolta volevo imboccarli bastava che scrollassi la scatola e quelli scattavano con la bocca aperta pigolando come matti. Il fatto è che anche quando sentivano suonare il telefono ripetevano questa scena obbligandomi a rispondere reggendo con una mano la cornetta mentre con l’altra riempivo velocemente le tre bocche spalancate per placare gli stridii e poter sentire qualcosa.
Passarono le settimane e le mie raGazze crebbero ed iniziarono a coprirsi di bellissime piume bianche e nere.
La scatola da scarpe non era più sufficiente per cui le traslocai in una conigliera gentilmente prestata da un vicino.
Quando le dimensioni furono sufficienti (come pure il piumaggio) stabilii che era ora di cominciare le lezioni di volo.
Devo dire che se io non ero proprio un esperto nel volo, loro di contro erano molto brave ad apprendere. Ho cominciato facendo fare loro i movimenti dello sbattere delle ali restando prudentemente sul tetto della conigliera. Loro si divertivano moltissimo e quel tipo di ginnastica rafforzava loro i muscoli delle ali.
Confesso che decisi di tenere le lezioni di volo nella zona più appartata del giardino. Credo che se i vicini mi avessero visto sbattere le braccia e correre in tondo gracchiando come un corvo forse non avrebbero capito ed avrebbero cominciato a preoccuparsi.
Passammo poi a dei salti dal tetto della conigliera (circa un metro di altezza) fino a terra. Via , via che i salti si susseguivano la durata del volo/caduta si allungava. Passammo, infine, ai rami più bassi di un albero con risultati davvero soddisfacenti.
L’ultima fase delle lezioni consisteva nel decollare dalla mia mano aiutate da una piccola spinta verso l’alto che ottenevo alzando di colpo il braccio.
In pochissimo tempo le raGazze diventarono in grado di svolazzare liberamente per il giardino.
A questo punto la loro casa (la conigliera) poteva restare aperta tutto il giorno mentre alla notte preferivo chiuderle al riparo dai gatti.
Venne presto il momento in cui loro vivevano in modo autonomo divertendosi un mondo a beccare i vari oggetti che lasciavo sui tavolini (compresa la macchina fotografica ed i relativi obiettivi).
Quando tornavo a casa dal lavoro, loro accorrevano gridando come aquile avendo riconosciuto il rumore della mia auto. A quel tempo sarebbero state perfettamente in grado di procacciarsi il cibo da loro ma , evidentemente, preferivano mangiare il cibo da gatti e le pastelle che preparavo loro con degli orribili concentrati di insetti che acquistavo da un centro specializzato.
Giunse, infine, il momento atteso e temuto in cui cominciarono a sentire il richiamo della natura. Le assenze e le scorribande nei dintorni si fecero sempre più frequenti e prolungate nel tempo.
Il loro piumaggio aveva raggiunto quasi la piena completezza (anche se la coda non era lunga come quella degli esemplari adulti) quando una ad una abbandonarono il mio giardino per tornare a fare le Gazze a tempo pieno.
Ancora oggi, dopo alcuni anni, credo di riconoscerle nelle gazze che spesso vengono a rubare il cibo dalle ciotole dei miei gatti.
FAME - Una delle raGazze nel momento del pranzo
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FAME
Una delle raGazze nel momento del pranzo
Fame 2 - Penne poche .... fame tanta
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Fame 2
Penne poche .... fame tanta
raGazza spellacchiata - Certo che da piccole sono prorio brutte !!
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raGazza spellacchiata
Certo che da piccole sono prorio brutte !!
raGazze in scatola - Le tre sorelle nella scatole pronte per essere portate in ufficio
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raGazze in scatola
Le tre sorelle nella scatole pronte per essere portate in ufficio
raGazza - Qualche piuma è spuntata ma della coda proprio non c'è traccia !
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raGazza
Qualche piuma è spuntata ma della coda proprio non c'è traccia !
Prima uscita - Dotata di qualche piuma e di una parvenza di coda, ecco la prima uscita della più coraggiosa.
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Prima uscita
Dotata di qualche piuma e di una parvenza di coda, ecco la prima uscita della più coraggiosa.
Lezione di volo # 1 - Eccoci alla prima lezione di volo. Esercizi per rinforzare i muscoli delle ali.
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Lezione di volo # 1
Eccoci alla prima lezione di volo. Esercizi per rinforzare i muscoli delle ali.
Lezione di volo # 2 - Ora viene il bello ! occorre lanciarsi dalla conigliera fino a terra.
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Lezione di volo # 2
Ora viene il bello ! occorre lanciarsi dalla conigliera fino a terra.
Lezione di volo # 3 - Questa è la più titubante delle tre. Siamo poi sicuri che debba volare ?
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Lezione di volo # 3
Questa è la più titubante delle tre. Siamo poi sicuri che debba volare ?
Il premio - Dopo la prima prova di volo riuscita arriva la grattatina di premio.
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Il premio
Dopo la prima prova di volo riuscita arriva la grattatina di premio.
Il riposo dopo la prova - Ecco il meritato riposo dopo un estenuante corso di volo.
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Il riposo dopo la prova
Ecco il meritato riposo dopo un estenuante corso di volo.
Primo volo serio - Dopo lo stadio dei salti, un vero e proprio volo ci porta sul recinto di legno.
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Primo volo serio
Dopo lo stadio dei salti, un vero e proprio volo ci porta sul recinto di legno.
Il mondo si rimpicciolisce - Con la perizia nel volo arrivano i primi sintomi che il mondo non è poi così piccolo !!!
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Il mondo si rimpicciolisce
Con la perizia nel volo arrivano i primi sintomi che il mondo non è poi così piccolo !!!
Orgoglio - L'orgoglio della prima volta su di un ramo viene manifetato con un urlo liberatorio.
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Orgoglio
L'orgoglio della prima volta su di un ramo viene manifetato con un urlo liberatorio.
La crescita - Ormai la coda ha raggiunto dimensioni ragionevoli e, naturalmente, volare sul melo non è più un'impresa.
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La crescita
Ormai la coda ha raggiunto dimensioni ragionevoli e, naturalmente, volare sul melo non è più un'impresa.
I primi esercizi canori - Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
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I primi esercizi canori
Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
I primi esercizi canori - Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
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I primi esercizi canori
Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
I primi esercizi canori - Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
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I primi esercizi canori
Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
I primi esercizi canori - Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
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I primi esercizi canori
Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
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I primi esercizi canori
Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
I primi esercizi canori - Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
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I primi esercizi canori
Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
I primi esercizi canori - Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
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I primi esercizi canori
Ora è tempo di esercitarsi nel canto per diventare una Gazza che si rispetti.
Alle prese col nuovo cibo - Eccoci a fare la conoscenza con del cibo nuovo (una piccola cigliegia selvatica).
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Alle prese col nuovo cibo
Eccoci a fare la conoscenza con del cibo nuovo (una piccola cigliegia selvatica).
La gazza e la Nikon - Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
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La gazza e la Nikon
Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
La gazza e la Nikon - Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
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La gazza e la Nikon
Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
La gazza e la Nikon - Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
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La gazza e la Nikon
Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
La gazza e la Nikon - Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
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La gazza e la Nikon
Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
La gazza e la Nikon - Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
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La gazza e la Nikon
Avendo sempre fra i piedi uno che ti fotografa, è inevitabile anche per una gazza essere incuriosita dall'attrezzatura.
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